Nel cuore della tradizione dolciaria veneta si nasconde un gioiello gastronomico che merita di essere scoperto: la torta della nonna di Scottà. Questo dessert, che porta il nome di una piccola frazione del comune di Soprana in provincia di Treviso, rappresenta una variante speciale della classica torta della nonna toscana, arricchita da ingredienti locali e da una preparazione che custodisce segreti tramandati di generazione in generazione.
La particolarità di questa torta risiede nella sua crema pasticcera aromatizzata al limone e nella copertura croccante di pinoli che, tostati in forno, regalano un contrasto di texture irresistibile. A differenza della versione più conosciuta, la ricetta di Scottà prevede l’aggiunta di una nota di grappa veneta nell’impasto, che conferisce al dolce un carattere unico e inconfondibile.
Preparare questa torta significa immergersi in un’esperienza culinaria che unisce savoir-faire artigianale e semplicità casalinga, perfetta per celebrare le domeniche in famiglia o per concludere un pranzo importante con un dessert che non passerà inosservato.
40
45
medio
€€
Ingredienti
Utensili
Preparazione
1.
Iniziate preparando la pasta frolla: in una ciotola capiente, lavorate il burro ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso e spumoso, un’operazione che richiede circa 5 minuti di lavoro energico con le fruste elettriche o con la planetaria.
2.
Aggiungete i tuorli d’uovo uno alla volta, mescolando bene dopo ogni aggiunta, poi incorporate la scorza di limone grattugiata, la grappa e il pizzico di sale. La grappa conferirà alla frolla quel carattere tipico veneto che rende speciale questa torta.
3.
Unite la farina setacciata (passata al setaccio per eliminare grumi e incorporare aria) e lavorate velocemente l’impasto fino ad ottenere un panetto omogeneo. Attenzione a non lavorare troppo la pasta frolla, altrimenti risulterebbe dura dopo la cottura.
4.
Avvolgete la frolla nella pellicola trasparente e fatela riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Questo passaggio è fondamentale per permettere al glutine di rilassarsi e al burro di rassodare, rendendo la pasta più facile da stendere.
5.
Nel frattempo, preparate la crema pasticcera: scaldate il latte in una casseruola con metà della scorza di limone grattugiata. In una ciotola separata, sbattete i tuorli con lo zucchero fino a quando il composto diventa chiaro e spumoso.
6.
Incorporate la farina setacciata e la vaniglia in polvere ai tuorli, mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi. Quando il latte è quasi bollente, versatelo a filo sul composto di tuorli, continuando a mescolare energicamente.
7.
Riportate il tutto nella casseruola e cuocete a fuoco medio-basso, mescolando continuamente con una frusta, fino a quando la crema si addensa. Ci vorranno circa 8-10 minuti. La crema è pronta quando, passandoci il dito sul dorso di un cucchiaio, lascia una traccia netta.
8.
Trasferite la crema in una ciotola, copritela a contatto con pellicola trasparente (appoggiando la pellicola direttamente sulla superficie per evitare la formazione della pellicina) e fatela raffreddare completamente.
9.
Riprendete la frolla dal frigorifero e dividetela in due parti, una leggermente più grande dell’altra. Stendete la parte più grande su un piano infarinato fino ad ottenere un disco di circa 3-4 millimetri di spessore.
10.
Foderate la tortiera precedentemente imburrata e infarinata con il disco di frolla, facendola aderire bene al fondo e ai bordi. Bucherellate il fondo con una forchetta per evitare che si gonfi durante la cottura.
11.
Versate la crema pasticcera fredda sulla base di frolla, livellandola con una spatola. Stendete la seconda parte di frolla e ricoprite la torta, sigillando bene i bordi e rimuovendo la pasta in eccesso.
12.
Spennellate la superficie con un tuorlo sbattuto con un cucchiaio d’acqua, poi distribuite uniformemente i pinoli, premendoli leggermente con le dita affinché aderiscano bene alla superficie.
13.
Infornate in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 45 minuti, fino a quando la superficie risulta dorata ei pinoli sono ben tostati. Se i pinoli dovessero scurire troppo velocemente, coprite la torta con un foglio di alluminio.
14.
Sfornate e lasciate raffreddare completamente nella tortiera prima di sformare. Una volta fredda, spolverizzate con zucchero a velo e servite. La torta della nonna di Scottà si conserva per 2-3 giorni in frigorifero, coperta con pellicola.
Il trucco dello chef
Per ottenere una crema pasticcera perfettamente liscia e senza grumi, assicuratevi di mescolare continuamente durante la cottura e di setacciare sempre la farina prima di incorporarla. Se dovessero comunque formarsi piccoli grumi, passate la crema ancora calda attraverso un colino a maglia fine. Un altro segreto per una frolla friabile è utilizzare burro di ottima qualità e lavorarlo quando è morbido ma non liquido: la temperatura ideale è di circa 18-20 gradi.
Abbinamenti per un dessert veneto
La torta della nonna di Scottà si sposa magnificamente con un Moscato d’Asti dolce, le cui note aromatiche e la dolcezza delicata esaltano i sapori della crema al limone senza sovrastarli. In alternativa, un Prosecco di Valdobbiadene nella versione dry può offrire un contrasto interessante, con le sue bollicine che puliscono il palato dalla ricchezza del burro.
Per chi preferisce un abbinamento più tradizionale veneto, un bicchierino di grappa alla pera servita fredda accompagna perfettamente questo dolce, creando un legame con l’ingrediente segreto presente nell’impasto. Un caffè espresso ben estratto rimane comunque la scelta classica e sempre apprezzata per concludere in bellezza.
Informazione in più
La torta della nonna è un dolce che affonda le sue radici nella tradizione toscana, ma ogni regione italiana ne ha sviluppato una propria versione. La variante di Scottà nasce dall’incontro tra la pasticceria toscana e gli ingredienti tipici del territorio veneto, in particolare la grappa, che in questa zona viene prodotta con metodi artigianali da secoli.
Il nome torta della nonna deriva probabilmente dal fatto che questo dolce veniva preparato dalle nonne per le occasioni speciali, utilizzando ingredienti semplici ma di qualità: uova fresche del pollaio, latte appena munto e pinoli raccolti dalle pinete locali. La versione di Scottà si distingue per l’aggiunta della grappa veneta nell’impasto della frolla, un tocco che conferisce carattere e personalità al dolce.
Questo dessert rappresenta perfettamente la filosofia della cucina tradizionale italiana: pochi ingredienti genuini, lavorati con maestria e passione, capaci di creare sapori indimenticabili che attraversano le generazioni.

