La pizza fatta in casa rappresenta uno dei piatti più amati della tradizione culinaria italiana, simbolo di convivialità e sapori autentici. Preparare una pizza leggera e digeribile richiede attenzione particolare alla maturazione dell’impasto, quel processo che permette ai lieviti di svilupparsi lentamente, rendendo il prodotto finale soffice e fragrante. Con 8 ore di maturazione, otterrete una base perfettamente alveolata, ovvero caratterizzata da piccole bolle d’aria che rendono l’impasto leggero, dal bordo croccante e dal centro morbido. Questa tecnica, utilizzata nelle migliori pizzerie artigianali, è alla portata di tutti: bastano ingredienti semplici, un pizzico di pazienza e la giusta organizzazione. Il segreto risiede nel rispetto dei tempi e delle temperature, elementi fondamentali per trasformare farina, acqua, lievito e sale in un capolavoro gastronomico che farà felici famiglia e ospiti.
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Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione dell’impasto base
In una ciotola capiente, versate l’acqua tiepida e scioglietevi il lievito di birra secco mescolando delicatamente con un cucchiaio. Lasciate riposare per 5 minuti affinché il lievito si attivi, noterete la formazione di piccole bollicine in superficie. Aggiungete metà della farina setacciata e mescolate energicamente fino ad ottenere una pastella liscia e omogenea. Incorporate l’olio extravergine d’oliva mescolando bene, poi unite il sale nella parte rimanente della farina prima di aggiungerla gradualmente all’impasto. Questo accorgimento evita il contatto diretto tra sale e lievito, che potrebbe rallentare la lievitazione.
2. Impastamento e sviluppo del glutine
Trasferite l’impasto su una superficie di lavoro leggermente infarinata e iniziate a lavorarlo con le mani. Impastate con movimento deciso: piegate l’impasto su se stesso, spingete con il palmo della mano, ruotate di un quarto di giro e ripetete l’operazione. Questo procedimento sviluppa il glutine, la rete proteica che conferisce elasticità e struttura all’impasto. Continuate per circa 10-12 minuti fino a quando l’impasto risulterà liscio, elastico e non appiccicoso. Se necessario, aggiungete pochissima farina durante la lavorazione, ma senza esagerare per mantenere l’impasto morbido.
3. Prima fase di maturazione
Formate una palla liscia con l’impasto, riponendola in una ciotola leggermente unta d’olio. Coprite con pellicola trasparente aderente per evitare la formazione di crosta superficiale. Lasciate riposare a temperatura ambiente per 2 ore: l’impasto dovrebbe raddoppiare di volume. Durante questa fase, i lieviti iniziano a produrre anidride carbonica ea sviluppare aromi complessi. La temperatura ideale per questa prima lievitazione si aggira intorno ai 22-24 gradi.
4. Divisione e formazione delle palline
Trascorse le 2 ore, sgonfiate delicatamente l’impasto premendolo con le dita per eliminare l’aria in eccesso. Dividetelo in 4 porzioni uguali di circa 210 grammi ciascuna utilizzando una bilancia per precisione. Formate delle palline perfettamente rotonde: prendete una porzione, piegatela verso il centro da tutti i lati, poi giratela e fatela rotolare sul piano di lavoro con movimento circolare della mano a coppa. La superficie deve risultare liscia e tesa.
5. Seconda fase di maturazione in frigorifero
Disponete le palline in un contenitore capiente, distanziate tra loro, e copritele con pellicola trasparente. Trasferite in frigorifero per le successive 6 ore di maturazione a freddo. Questa tecnica rallenta l’attività dei lieviti permettendo agli enzimi di lavorare sugli amidi e sulle proteine, rendendo l’impasto più digeribile e aromatico. Il freddo inoltre faciliterà la stesura successiva.
6. Preparazione del condimento
Mentre l’impasto matura, preparate il condimento. In una ciotola, versate la passata di pomodoro e conditela con un filo d’olio extravergine, un pizzico di sale, origano e basilico secco. Mescolate bene e lasciate riposare in frigorifero: i sapori si amalgameranno perfettamente. Scolate la mozzarella dal suo liquido e tagliatela a cubetti, disponendola su un piatto ricoperto di carta assorbente per eliminare l’eccesso di umidità.
7. Stesura dell’impasto
Estraete le palline dal frigorifero 30 minuti prima di stenderle, permettendo loro di tornare a temperatura ambiente. Preriscaldate il forno alla massima temperatura, idealmente 250 gradi. Infarinate leggermente il piano di lavoro e una pallina di impasto. Schiacciate delicatamente il centro con i polpastrelli, lasciando il bordo più spesso per formare il cornicione. Allargate gradualmente l’impasto con movimenti delicati dall’interno verso l’esterno, oppure utilizzate il mattarello procedendo dal centro verso i bordi. L’obiettivo è ottenere un disco di circa 30 centimetri di diametro.
8. Condimento e cottura
Trasferite la base stesa sulla teglia da forno leggermente unta o sulla pala infarinata se utilizzate la pietra refrattaria. Distribuite 3-4 cucchiai di salsa di pomodoro al centro e spalmatela con movimenti circolari lasciando libero il bordo. Aggiungete i cubetti di mozzarella distribuendoli uniformemente. Infornate nella parte bassa del forno per 10-12 minuti, controllando la cottura. La pizza è pronta quando il bordo risulta dorato e la mozzarella perfettamente fusa con leggere dorature. Ripetete l’operazione per le altre pizze.
Il trucco dello chef
Per verificare se l’impasto è pronto dopo la lavorazione, eseguite il test della finestra: staccate un pezzetto di impasto e stendetelo delicatamente tra le dita. Se riuscite a renderlo così sottile da vedere la luce attraverso senza che si rompa, il glutine è perfettamente sviluppato. Se utilizzate la pietra refrattaria, preriscaldatela nel forno per almeno 45 minuti prima di infornare la pizza: questo garantirà una base croccante e una cottura uniforme. Per un risultato ancora più professionale, spennellate il cornicione con un filo d’olio prima della cottura.
Abbinamenti vincenti per la pizza margherita
La pizza margherita, con la sua semplicità e il perfetto equilibrio tra pomodoro, mozzarella e basilico, si accompagna idealmente con birre chiare e leggere come una lager o una pilsner, che sgrassano il palato senza sovrastare i sapori delicati. Per gli amanti del vino, una Falanghina campana o un Verdicchio dei Castelli di Jesi rappresentano scelte eccellenti: freschi, sapidi e con la giusta acidità per bilanciare la dolcezza del pomodoro e la cremosità della mozzarella. Chi preferisce un rosso può optare per un Gragnano leggermente frizzante, vino tradizionale della costiera sorrentina, servito fresco intorno ai 14 gradi.
Informazione in più
La pizza napoletana è stata riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO nel 2017, celebrando l’arte dei pizzaiuoli napoletani tramandata di generazione in generazione. La versione margherita nacque nel 1889 quando il pizzaiuolo Raffaele Esposito creò una pizza con i colori della bandiera italiana in onore della Regina Margherita di Savoia. La tecnica della maturazione lenta dell’impasto non è un’invenzione moderna: già nell’Ottocento i fornai napoletani lasciavano riposare gli impasti per ore, intuendo empiricamente ciò che la scienza ha poi confermato. Durante la maturazione, gli enzimi presenti nella farina scompongono le molecole complesse rendendo l’impasto più leggero e digeribile. La temperatura e il tempo sono variabili fondamentali: più è lunga la maturazione a basse temperature, più il prodotto finale sarà profumato e alveolato.

