La pizza in teglia, questo capolavoro della panificazione italiana, rappresenta una sfida affascinante per ogni appassionato di cucina casalinga. Con il suo cornicione alto e soffice, questa preparazione richiede una comprensione precisa dei meccanismi di lievitazione per ottenere risultati costanti e professionali. Oggi esploreremo insieme i segreti di questa tecnica millenaria, trasformando la vostra cucina in una vera pizzeria artigianale.
Il successo di questa ricetta risiede principalmente nella gestione della lievitazione, processo durante il quale i lieviti trasformano gli zuccheri della farina in gas carbonico, creando quella struttura alveolata tanto ricercata. La temperatura ambiente, l’idratazione dell’impasto ei tempi di riposo costituiscono i tre pilastri fondamentali di questa preparazione che richiede pazienza ma regala soddisfazioni immense.
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Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione dell’impasto base
Versate l’acqua tiepida in una ciotola capiente, controllando che la temperatura sia compresa tra 25 e 28 gradi. Aggiungete il lievito secco e mescolate delicatamente con un cucchiaio fino a completo scioglimento. Lasciate riposare questa miscela per circa 5 minuti: vedrete formarsi una leggera schiuma in superficie, segno che il lievito è attivo e pronto. Questo passaggio si chiama attivazione del lievito, fondamentale per garantire una lievitazione ottimale. Aggiungete quindi la farina setacciata, versandola gradualmente mentre mescolate con movimenti circolari dal centro verso l’esterno.
2. Incorporazione del sale e dell’olio
Dopo aver amalgamato farina e acqua per circa 3 minuti, aggiungete il sale. È importante non metterlo direttamente a contatto con il lievito all’inizio perché potrebbe inibirne l’azione. Continuate a impastare energicamente per altri 5 minuti, quindi versate l’olio extravergine di oliva. L’impasto diventerà inizialmente scivoloso ma continuando a lavorarlo per altri 8-10 minuti acquisirà elasticità e morbidezza. Dovete ottenere una consistenza liscia e leggermente appiccicosa, che si stacca dalle pareti della ciotola formando un unico panetto omogeneo.
3. Prima lievitazione controllata
Formate una palla con l’impasto e ponetela in una ciotola leggermente unta con olio. Coprite con pellicola trasparente aderente, facendo attenzione a non lasciare spazi d’aria. Lasciate lievitare in un ambiente protetto da correnti d’aria a temperatura ambiente di circa 24-26 gradi per 2 ore. L’impasto dovrebbe raddoppiare il suo volume iniziale. Questa fase si chiama puntata e permette al glutine di svilupparsi correttamente, creando quella rete proteica che tratterrà i gas della lievitazione. Se la temperatura della vostra cucina è inferiore, potete accendere il forno a 30 gradi per un minuto, spegnerlo e posizionare la ciotola all’interno.
4. Stesura nella teglia
Oliate generosamente la teglia rettangolare su fondo e bordi. Rovesciate delicatamente l’impasto lievitato al centro della teglia senza sgonfiarlo troppo. Con le mani unte di olio, iniziate a stendere l’impasto partendo dal centro e spingendo verso gli angoli con movimenti delicati. Non tirate l’impasto ma accompagnatelo dolcemente. Se oppone resistenza, lasciatelo riposare 10 minuti e riprendete la stesura. Dovete coprire uniformemente tutta la superficie della teglia, cercando di mantenere uno spessore costante di circa 2 centimetri.
5. Seconda lievitazione decisiva
Coprite nuovamente la teglia con pellicola trasparente leggermente unta e lasciate lievitare per altre 60-90 minuti a temperatura ambiente. Questa seconda lievitazione, chiamata appretto, è cruciale per ottenere il cornicione alto caratteristico. L’impasto dovrebbe crescere notevolmente in altezza, raggiungendo circa 3-4 centimetri. Potete verificare la lievitazione premendo delicatamente con un dito: se l’impronta rimane visibile e risale lentamente, l’impasto è pronto per la cottura.
6. Condimento e preparazione finale
Preriscaldate il forno a 240 gradi in modalità statica. Con le dita leggermente unte, create delle fossette sulla superficie dell’impasto premendo delicatamente senza arrivare fino al fondo. Queste piccole cavità tratterranno il condimento e contribuiranno a una cottura uniforme. Distribuite la passata di pomodoro in modo omogeneo utilizzando il dorso di un cucchiaio, lasciando libero un bordo di circa 2 centimetri per permettere al cornicione di svilupparsi. Spolverate con l’origano e irrorate con un filo generoso di olio extravergine.
7. Cottura perfetta
Infornate la teglia nel ripiano centrale del forno preriscaldato per 20-25 minuti. Nei primi 10 minuti evitate di aprire il forno per non disperdere il calore necessario alla corretta lievitazione finale in cottura, fenomeno chiamato oven spring. La pizza è pronta quando il cornicione risulta dorato e gonfio, mentre la base presenta un colore ambrato uniforme. Se necessario, negli ultimi 3 minuti potete attivare il grill per dorare maggiormente la superficie, controllando costantemente per evitare bruciature.
8. Riposo e taglio
Sfornate la pizza e lasciatela riposare nella teglia per 3-4 minuti prima di trasferirla su un tagliere. Questo riposo permette alla struttura di stabilizzarsi e facilita il taglio. Utilizzate un coltello affilato o una rotella taglia pizza per dividere la preparazione in porzioni rettangolari o quadrate. Il cornicione deve risultare alto, soffice all’interno con una leggera croccantezza esterna, mentre la base deve essere cotta ma morbida, mai gommosa.
Il trucco dello chef
Per una lievitazione perfetta anche in inverno, create una camera di lievitazione casalinga accendendo il forno a 30 gradi per 2 minuti, spegnendolo e posizionando all’interno una ciotola con acqua calda sul ripiano inferiore el’impasto su quello superiore.
L’idratazione al 65% di questa ricetta garantisce un impasto gestibile ma soffice: se desiderate un risultato ancora più alveolato potete aumentare l’acqua fino a 350 ml, ma dovrete lavorare con mani sempre ben unte.
Conservate l’impasto in frigorifero dopo la prima lievitazione per una maturazione di 24-48 ore: i sapori si intensificheranno e la digeribilità migliorerà notevolmente, ricordandovi di tirarlo fuori 2 ore prima della stesura.
Abbinamenti consigliati per la pizza in teglia
Questa pizza rustica dal cornicione generoso si accompagna perfettamente con una birra artigianale chiara e poco amara, come una lager o una blanche belga, che bilancia la sapidità del pomodoro senza sovrastare i sapori delicati dell’impasto lievitato naturalmente.
Per chi preferisce il vino, una Falanghina dei Campi Flegrei o un Verdicchio dei Castelli di Jesi offrono la freschezza e la mineralità ideali per contrastare la morbidezza dell’impasto. La temperatura di servizio ottimale è di 8-10 gradi per esaltare le note agrumate di questi bianchi mediterranei.
Informazione in più
La pizza in teglia rappresenta una tradizione consolidata in diverse regioni italiane, dalla pizza al taglio romana alla focaccia barese, ciascuna con le proprie peculiarità tecniche. Il cornicione alto è caratteristico delle preparazioni che privilegiano lievitazioni lunghe e idratazioni generose, tecniche perfezionate nei forni delle panetterie artigianali.
Storicamente, questa tipologia di pizza nasceva come cibo di recupero nelle famiglie numerose, permettendo di sfamare molte persone con ingredienti semplici. La cottura in teglia, a differenza di quella su pietra refrattaria, consente una distribuzione del calore più uniforme e controllata, ideale per impasti più idratati che richiedono tempi di cottura leggermente superiori.
Il segreto del cornicione perfetto risiede nell’equilibrio tra la forza della farina, l’idratazione ei tempi di lievitazione: troppo veloce e il cornicione non si svilupperà , troppo lunga el’impasto perderà struttura collassando in cottura.

